Essere qui è Meraviglioso, la mia corsa della Bora - 80 km sul Sentiero 1- Oliviero Alotto | Ultra Runner
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Essere qui è Meraviglioso, la mia corsa della Bora – 80 km sul Sentiero 1-

Essere qui è Meraviglioso, la mia corsa della Bora – 80 km sul Sentiero 1-

La corsa della Bora

 

Il cartello che ha accolto tutte le persone che hanno partecipato alla corsa della bora diceva “Essere qui è meraviglioso” ed è proprio la sensazione cha abbiamo provato tutti ad essere su quella linea di partenza.

Siamo in un periodo che ci ha sorpreso tutti, nessuno di noi pensava di vivere una situazione come quella odierna, eventi cancellati ovunque, vita precaria, abbiamo spesso la sensazione che ci manchi il fiato, difficile fare programmi, sembra quasi impossibile riuscire guardare al dopodomani, eppure in questo clima Tommaso de Mottoni, anima di questa gara ha sempre detto “faremo di tutto per salvare questa manifestazione, ci atterremmo a tutte le regole che questa situazione ci impone, organizzeremo una gara in totale sicurezza e se ci sarà permesso, la gara si farà”. E così è stato. 

Sono certo che questa gara farà scuola, per la determinazione con la quale è stata organizzata, per l’estrema professionalità e per come tutto sia andato per il meglio.

Sono profondamente convinto che il singolo partecipante, non si sia reso conto della mole di lavoro che sta dietro ad un evento organizzato con così tanta meticolosità, eppure il lavoro è immenso, per stare dentro le regole, ed i costi sono tanti, tantissimi.

In epoca COVID tutto è da ricalibrare, ma si può o forse si deve fare, perché inutile pensare che le cose cambieranno in tempi brevi, dunque meglio programmare così le cose.

Tantissime le attenzioni prese per stare nelle regole, ma per questo vi invito alla pagina Facebook e il sito dove troverete tutte le procedure che sono state attuate. 

Io sono rimasto colpito, dall’utilizzo del digitale, in Italia pochissimo usato in questo tipo di iniziative, per cui tutti i documenti potevano essere caricati online, si entrava al ritiro pettorale solo avendo prenotato l’ora e si poteva accede con un QR code, la gestione dei ristori fatta in modo che gli atleti quasi non si incontrassero, le partenze  fatte direttamente sui bus che portavano gli atleti alla partenza. E molto molto altro, che ci ha permesso di vivere una gara in totale serenità. 

La mia gara è andata così:  

Ho corso la 80 km, su cui mi sento di fare alcune considerazioni. La partenza era alle ore 22, ci viene annunciata una Bora (il vento tipico di Trieste) che tira a più di 100 km/h con una temperatura percepita di -10 gradi.

Partiamo insieme a Francesca Canepa, con la quale ho la fortuna di condividere il viaggio e qualche km, poi chiaramente lei va più veloce di me e la perdo intorno al ventesimo km. 

Amo correre con la notte, meno le partenze la sera, eppure sarà l’eccitazione di tornare su quei sentieri che trovo meravigliosi, ma sono particolarmente a mio agio sulla linea di partenza.

Si comincia correndo qualche km lungo il mare, la vista sul golfo di Trieste è decisamente mozzafiato, poi iniziamo a salire scalini, salite su asfalto, sentieri e poi arriviamo a Basovizza, comune a quasi 400 metri sul livello del mare nota per una delle foibe più vicino alla città di Trieste. 

 

Subito dopo entriamo nel bosco nel pieno del Sentiero1, sentieri corribili, tra poderali, siamo molto vicini al confine con la Slovenia, qui colpisce la bellezza del sentiero, le piste anche percorribili in bici sono tenuti benissimo e perfettamente segnati, arriviamo velocemente al ristoro a Fornetti, il ristoro è gestito perfettamente tra partecipanti non ci incrociamo, tutti i pasti sono chiusi in modo che non ci sia alcuna contaminazione. Dopo un kilometro di asfalto ricominciamo a  fare sentieri tutti percorsi molto veloci e belli, il vento continua a tirare fortissimo, appena si esce dal bosco si fatica a stare in piedi, ma sono molti i tratti nel bosco dove invece siamo solo in balia del gelo. Superata la metà della gara inizia la parte dove le salite sono davvero poche molti saliscendi veloci, qualche poderale per poi trovarsi in fretta al km 60 ultimo ristoro e poi una lunga strada panoramica con le prime luci dell’alba ci portano all’ultimo bosco, meraviglioso che ci farà velocemente arrivare all’arco di arrivo. 

Sono letteralmente impressionato dalla capacità organizzativa che la gara ha messo in campo, oltre alla nostra gara ci si poteva confrontare sulla 57 km, sui 42, 21 e 16 km. 

Il territorio ha bisogno di questo coraggio per ricominciare a respirare, bisogna tornare a parlare di sport rendendosi conto che esso non è solo un luogo di divertimento per qualcuno ma è un vero indotto fatto di tanti professionisti per cui questo, meraviglioso mondo rappresenta il lavoro e la vita.

 

Qualche nota sul materiale con cui ho corso.

Le scarpe: Icebug, ancora una volta ho la fortuna di poter correre con ai piedi una scarpa che è attenta all’ambiente, che produce prodotti per me davvero ottimi, in particolare con la Capra, scarpa molto precisa, la suola si conferma avere un incredibile grip, la mescola permette un grande confort anche in gare lunghe senza però trascurare la reattività, estremamente piacevole.

 

Giacca: Ha avuto un ruolo indispensabile, una delle prime gare che ho preferito affrontare con due giacche una addosso la Kunene, con cui avevo già corso in Groenlandia, si conferma essere un guscio assolutamente straordinario, ha senza alcun problema sopportato il vento incredibile perennemente addosso, nello zaino, ho corso con il Dry Run, zaino comodo da Trail ha una grande capienza eppure sembra del tutto inesistente per la sua leggerezza e praticità, all’interno ho inserito la Viedma, una giacca estremamente calda che può essere utilizzata anche durante attività aerobiche se molto fredde, io ho preferito tenerla per un eventuale emergenza in modo da poter avere uno strato caldo se qualcosa fosse andato male.

Luce: Ledlencer come sempre, ha illuminato alla perfezione la mia notte, questa volta ho scelto la NEO10R un modello leggero comodo che senza alcun problema regge una notte, fascio di luce sempre nitido che ti mette al sicuro.

In testa ho messo una fascia della Ringoo, la trovo sempre comoda molto bella, asciuga il sudore alla perfezione, e mi ha tenuto anche decisamente caldo.

Mascherina obbligatoria ogni qualvolta che ho incontrato qualcuno e ai ristori, la tenevo al collo, avevo la Mask Motus estremamente piacevole.

La mia alimentazione come sapete è esclusivamente vegetale. Nelle gare di questo tipo è molto importante arrivare ben nutriti e curare bene i macronutrienti. In particolare con in attenzione alle proteine nei giorni precedenti e successivi e ai carboidrati durante la gara. A Trieste vado subito da NaturaSi il negozio di biologico per me di riferimento ovunque qui scelgo i prodotti della linea Vegamega per i giorni precedenti e successivi. Mi terranno compagnia, sono proteine che amo che trovo digeribili e che fanno in energia incredibile specie nel recupero.

 

 



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