Sanremo Urban Trail, correre tra mare ulivi mimose e sentieri magnifici - Oliviero Alotto | Ultra Runner
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Sanremo Urban Trail, correre tra mare ulivi mimose e sentieri magnifici

Raggiungo Sanremo in treno sabato, cerco sempre di spostarmi il più possibile con i mezzi pubblici, ho la fortuna di poter ricominciare a gareggiare e per farlo posso viaggiare, mi manca tantissimo poter viaggiare, l’ho fatto per anni di continuo.

 

Sono felice di essere qui, l’organizzazione del Sanremo Urban Trail, ce l’ha fatta, con determinazione e grande professionalità riesce ad organizzare la gara, in questo momento storico così complicato, eppure per i concorrenti cambia poco.

Tutto perfetto, qualche piccolo sacrificio per i partecipanti, ma dietro a questa gara c’è un lavoro immenso, e chi ha un po’ di esperienza nell’organizzazione di eventi se può facilmente accorgere.

Lo dico subito, grazie, per aver difeso la gara, grazie per averci permesso di essere qui, di aver potuto viaggiare per raggiungere l’arco di partenza, grazie perché anche voi avete dimostrato che lo sport può e deve andare avanti. Bravi, oggi questo conta, non lamentarsi, ma fare tutto quello che è in nostro potere per continuare a vivere come piace noi, faticando felici. 

Correre è gareggiare, vivere un territorio, scoprirne i suoi sapori, quando si corre per ore quel territorio diventa tuo.

Quest’anno va così, non riesco a fare un programma sensato dal punto di vista atletico, prevale la voglia di fare, un atleta dovrebbe programmare la stagione delle gare per rispettare tempi di recupero, momenti di allenamento e poi gare. Lo so bene, come detto più volte non sarò mai un atleta di élite, ma vorrei continuare a vivere la mia vita da atleta, come professionista cercando di fare tutto al meglio.

In una lunga chiacchierata con la mia allenatrice Katia Figini, che negli anni è diventata anche un amica, viene fuori in modo chiaro quanto un anno vissuto così è difficile che mi porti a migliorare.

Katia è una grande professionista, oltre ad avere un palmares di gare mondiali che la portano ad essere stata tra le atlete più forti al mondo su gare di diversa distanza dal deserto alle ultra su strada e sentieri. Sono felice di essere allenato da lei perché oltre all’esperienza ha una base fisiologica fatta da studi aggiornati costantemente. Con Katia stiamo pensando un ‘progetto insieme, che presto sveleremo.

Eppure oggi in me prevale a voglia di vivere esperienza, e maturare come atleta, confrontarmi su diverse sfide, dal cross alle ultra su strada, per capire cosa davvero voglio migliorare e magari farlo il prossimo anno.

La partenza è all’alba, ancora buio, partenza scaglionata, in ordine di pettorale, il mio turno è quasi alle 6 del mattino, con la frontale accesa, la mia fida LED LENSER che ormai da anni illumina le mie notti in bici e di corsa, si parte.

Il percorso si sviluppa tra il centro del San Remo, fino ad attraversare un campo di golf, poi si dirigiamo verso Seborga, dove ci accolgono mimose e ulivi.

Alla fine della prima salita ci accoglie l’alba, dal mare, non resisto e scatto qualche foto.

Il tempo che ci metterò a chiudere questa gara non mi interessa, per me è una giornata di divertimento, voglio solo stare tanto sulle gambe, godermi il paesaggio, nelle prossime settimane vorrei fare un paio di gare lunghe quindi questa gara è un perfetto avvicinamento. 

Utilizzo queste quasi dieci ore, per provare l’alimentazione, alterno i gel di SIS, consigliatimi da Carlotta Montanera, ne mangio quasi uno all’ora davvero perfetti, digeribili, di rapido assorbimento credo che entrambi faranno parte delle mie prossime gare. 

Seborga è un magnifico borgo, da cui questa estate è iniziato il mio giro d’italia tra biodiversità e cibo biologico. Qui c’è il mio amico Flavio Gorni, con il suo B&B “Monaci templari” un luogo magnifico, vista sul golfo, ma immerso tra le colline, qui si producono i pomodori neri, le tisane di fogli di ulivo e un olio biologico fantastico.

Da qui ci dirigiamo verso Perinaldo, siamo sempre nei boschi, ma la liguria ci regala incantevoli scorsi di mare, si passa in pochi km dagli ulivi agli abeti, i percorso cambia di continuo, è il bello della liguria, se in spiaggia e poco dopo ti trovo sui sentieri.

Siamo al trentesimo km, rispondo a una telefonata, chiacchiero un po’, mentre crocicchio lungo un sentiero, la telefonata è una bella sorpresa, mi mette ancora più di buon umore, avere la testa leggera è indispensabile durante una gara lunga,  mentalmente decido che sto molto bene e inizio ad accelerare.

La gara si sviluppa tra sentieri molto corribile, qualche discesa veloce, ma anche km magnifici ma che preferisco fare con molta calma per non stancare le gambe. 

Inizia l’ultima salita, circa 700 metri di dislivello, in pochi km, le salite che piacciono a me. Mi emoziona molto il profumo della macchia mediterranea, una giornata di caldo incredibile, a febbraio. Gli ultimi 10 km sono tutti di discesa, quasi tutti molto veloci, quando inizia l’asfalto sono  particolarmente felice, le gambe stanno molto bene, aumento molto la velocità la bellezza di arrivare alla fine di 60 km con le gambe leggere che vanno veloci. Una sensazione splendida.

 

 

Torniamo nel centro del paese, San Remo con i suoi vicoli e portici in discesa mi accoglie, ultimo km e sono sotto l’arco dell’arrivo. 



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